diz_online_grey

Dizionari Online

diz_app

Dizionari per Smartphone e Tablet

Osservatorio della lingua italiana

BLA.BLA.BLA. Messaggiatore tribale fermati

23/07/2009

Franco Ferrarotti, in un libro di qualche anno fa (La televisione. I cinquant’anni che hanno cambiato gli usi e i costumi degli italiani, Roma, Newton & Compton, 2005), ha lamentato per l’Italia un “primato di cui è dubbio che si possa andare orgogliosi”: la percentuale più alta d’Europa in termini di possesso di telefoni cellulari. Il nostro paese, aggiungeva Ferrarotti, “è riluttante a scrivere lettere e [...] preferisce, ad ogni buon conto, il contatto diretto, la ‘viva voce’, se non proprio il rapporto a faccia a faccia”. A distanza di poco tempo molto è cambiato. Gli italiani, in un certo senso, sono tornati a scrivere: non solo componendo  e-mail, o surrogando via chat conversazioni dal vivo, ma anche, e in ispecie, digitando milioni di sms – ci precedono attualmente, in questa attività, i soli inglesi – sulle tastiere dei loro telefonini. Lo schermo del cellulare come un tempo le tavolette cerate: scriviamo e riscriviamo testi che evaporano, salvo memorizzarli nella memoria virtuale in dotazione allo strumento, un attimo dopo averli composti e inviati.

L’”uso improprio” del cellulare di un fortunato libro di Franco Del Corno e Gianluigi Mansi (Sms. Straordinaria fortuna di un uso improprio del telefono, Milano, Cortina, 2002) ha finito per detronizzare un po’ ovunque la funzione primaria dell’apparecchio, quella di fare e ricevere chiamate. Anche gli americani preferiscono oramai di gran lunga i messaggini alle telefonate; il bilancio medio mensile pro capite del volume di traffico entrante e uscente non dà scampo alle vecchie, dispendiose, antieconomiche chiacchierate a distanza (357 contro 204). Un’abitudine, fra l’altro, socialmente disturbante, destabilizzante o addirittura pericolosa: frequentatori di sale cinematografiche che non rinunciano al loro passatempo preferito nemmeno durante la visione del film; utenti di mezzi pubblici che non si preoccupano se le emissioni sonore provenienti dalle tastiere dei loro mobiles (un tasto premuto, un tono ottenuto) deliziano l’udito dei malcapitati; automobilisti e pedoni che, tutti intenti a messaggiare, provocano o rimangono vittime di incidenti mortali. Per non parlare della Blackberry thumb, la tendinite che colpisce i pollici di tanti professionisti americani smartphones e PDa phones-dipendenti e non mancherà di ipersviluppare quelli delle generazioni future.

al-gg mand xf,snsnz?è imp.Xilaryan90:si,m va inc, ma t disp se l pò t copio?Xk frs porto 1 magl knDUNK!Rx! Xstefy:av scrittoA meXpadova? Se s m vaDinc!Rx!lleDunk

Siamo di fronte a un perfetto esemplare di “essemmesse selvaggio”, l’ultimo fra quelli proposti nel mio post del 7 giugno scorso e attinti a una tesi di laurea dove anche un semplice, datatissimo tvb o tvtb si trova in buona compagnia: tvtrb (= ti voglio troppo bene), vvb (= vi voglio bene), vvtb (= vi voglio tanto bene), vvtrb (= vi voglio troppo bene), vvttb (= vi voglio tanto tanto bene), vvtttb (= vi voglio tanto tanto tanto bene), vvukdb (= vi voglio un casino di bene).

Nn è, x ks, ke qlcn di voi scrv ksì? 1big kiss a tt by max. rx x fv.

Commenti | 2 risposte

  1. Spesso e volentieri mi capita di ricevere sms “selvaggi” molto simili a quelli degli esempi da lei riportati. Nel momento in cui leggo un geroglifico del genere, o meglio mi accingo a decifrare ciò che c’è scritto, se il messaggio è del tutto incomprensibile la mia risposta di solito è questa: “Per piacere potresti rinviarmi l’sms scrivendo parola per parola evitando le abbreviazioni? Non capisco nulla, mi sembra arabo! Grazie”. C’è chi la mia richiesta non la soddisfa e probabilmente perchè incapace di scrivere in italiano mi rinivia l’sms esattamente come era scritto (e io puntualmente mi rifiuto di rispondere), c’è chi invece si sforza di riformularlo per renderlo un po’ più chiaro. Solo in questi ultimi casi continuo a messaggiare. Io ho un profondo rifiuto nei confronti delle varie “k”, dei vari “xchè” o peggio ancora “xkè” e simili. Le mie amiche, anche sè bonariamente, mi rimproverano di scrivere sms senza mai utilizzare le abbreviazioni dicendomi che risponderei più rapidamente se ne facessi uso. Io mi domando…Perchè tanta fretta? Sono contenta cosi’, preferisco impiegare tre o anche quattro minuti a comporre un messaggio in italiano scrivendo le parole per intero, piuttosto che rispondere in tre secondi ma adoperando un linguaggio enigmatico. Una cosa che mi irrita molto è l’essere penalizzata dal cellulare stesso che dopo un certo numero di parole trasforma il mio sms in mms. Non lo trovo giusto perchè in questo modo sembra quasi che io debba diventare schiava del linguaggio degli sms! Ad ogni modo, tutte le volte che il mio telefonino mi segnala che il mio sms è in procinto di essere convertito in mms, non mi faccio abbindolare dalle abbreviazioni ma semplicemente scelgo di ridurre il contenuto di ciò che devo scrivere optando sempre e comunque per l’uso della nostra sacro santa lingua italiana. A mio parere è meglio scrivere poco ma bene che scrivere tanto ma male!

  2. Sono pienamente d’accordo con questo intervento in quanto oggi, ovunque guardiamo, vediamo le persone col cellulare in mano. Purtroppo questo stà diventando un fattore negativo perchè le persone, da un pò di tempo a questa parte, non si limitano al solo uso che è stato assegnato al cellulare al momento della sua nascita, ossia chiamare e mandare messaggi quando si tratta di questioni importanti. Oggi non è più così; oggi, in particolar modo i giovani, sono affetti da una malattia alla quale potremmo dare il nome, scherzandoci su, di cellularia o simili. Ma non è più cosa sulla quale scherzare. Prima mai avremmo sognato di vedere un bambino col cellulare in mano mentre oggi se non l’avessero rischierebbero di essere definiti diversi dai propri coetanei o addirittura esser presi in giro per questo. Ma non è un problema che si limita ai soli ragazzi o bambini; quanti adulti vediamo alla guida che a primo impatto sembra non sappiano guidare e una volta che si affiancano si capisce subito il motivo? e tanto per cambiare il motivo della loro guida distratta è il cellulare… Purtroppo la gente non capisce che è un rischio; a partire dalle cose più superficiali a quelle che possono compromettere la vita. A partire dall’isolarsi quando ci si trova in gruppo per poi arrivare al rischio di provocare incidenti, spesso anche mortali. Per concludere dico solo che bisognerebbe prendere un’ iniziativa per migliorare l’uso del cellulare ma allo stesso tempo credo sia una obiettivo difficile da raggiungere.