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Osservatorio della lingua italiana

L’altro nel lessico “comune europeo” (4)

16/07/2012

‘Viaggiante da un paese dall’altro’. È la quarta categoria, lessicalizzabile come migrante, per definire l’“altro” come ‘proveniente da altrove’. Quest’ultimo tradizionalmente è viandante (cfr. l’ingl. letterario wayfarer), pellegrino (sp. e port. peregrino); girovago e vagabondo; nomade (ingl. nomad; fr. nomade; sp. nómada; port. nômade, nômada; dan. e neerl. nomade). Nutrito il repertorio per migrante: ingl. migrant; fr. migrant; sp. migrante e persona migrante; port. migrante; rum. migrant; irl. imirceach; dan., neerl., sved. migrant; bulg. мигрант (migrant); ceco, croato, pol., slovacco, sloveno migrant; lett. migrants; lit. migrantas; est. migrant (accanto a rändaja); ungh. migráns.

In un glossario elaborato dall’European Migration Network (EMN) , costituito dalla Commissione Europea e dai “Punti di Contatto Nazionali” (National Contact Points), alcune locuzioni formate da migrante e un determinativo restituiscono l’idea di sostanziale provvisorietà già osservata per rifugiato in transito e rifugiato economico: da migrante di transito a migrante economico e migrante per motivi di lavoro, che restringono la permanenza in termini di obiettivi e utilizzazione dei lavoratori stranieri; da migrante di breve termine allo stesso migrante di lungo periodo, in cui l’indicazione di durata, per quanto lunga, sottolinea comunque la temporaneità dello stanziamento. Lessicalizzano la categoria concettuale del “profugo” o “rifugiato” migrante per motivi ambientali e migrante forzato (cfr. ingl. forced migrant; sp. inmigrante forzado; port. migrante forçado; ted. Zwangsmigrant (Zwang ‘coercizione, violenza’); neerl. gedwongen migrant (dwingen ‘costringere’); etc.

Per le lingue slave, al solito, a migrant si accompagnano varie voci domestiche, in genere non usate però comunemente. Alcune, come lo sloveno potepín, potepúh (da pót ‘strada, cammino’) e il ceco e slovacco pocestný ‘viandante’ (cfr. cesta ‘strada, via’; il paleosl. cěsta non aveva questo significato ma piuttosto quello di ‘passaggio, transito’), riproducono l’andare lungo la via, sul modello di viandante; altre contemplano l’idea di una fuga da compiere, sul modello di fuggitivo e fuggiasco. Per le altre lingue: finl. siirtolainen e maahanmuuttaja; gr. μετανάστης, adoperato anche per “immigrato/immigrante” e in sostituzione di απόδημος (‘emigrante’ e  ‘emigrato’).

Alla prossima settimana il seguito.